pane di sant'Agata
pane buffetto
pane a croce
pane di natale
panelle di ceci
panelle di farina
panelle di fave
pane rinfornato
pane di santa Lucia
pane di san Calogero
pane di San Nicola
pane speciale
pane con le uova
ciambelle
pane dei Morti
pane di San Biagio
pane di capodanno
pane del Siracusano
pane di San Giuseppe
pani a coppia
pupi di pane
panini integrali
pani diversi
panini imbottiti con milza
frittella di pane azimo
Questa sorta di panini ha una antichissima tradizione nel palermitano, avendo sfamato diverse generazioni di studenti e di persone non molto abbienti: dal gusto pieno, forte, grasso, hanno affascinato tutti, tant'è che pochi siciliani possono avere il rammarico di non averli gustati. Questi guasteddi (piccoli panini diversi da quelli prima descritti, rotondi, soffici, cosparsi di semi di sesamo), non possono essere preparati in casa perché occorre una tecnica speciale; la tradizione infine vuole anche che questi panini imbottiti si acquistino dai venditori specializzati, i guastiddari, che sono onnipresenti in ogni quartiere di Palermo. Ma se volete proprio farli in casa, ecco la ricetta.
Soffriggere in poco strutto alcune fettine di milza di bovini, insieme a pari quantità di ciccioli di maiale, salare, aggiungere una punta di pepe e far cuocere per buoni 10 minuti. Con una forchetta riempire mezzo panino (tipo « guasteddi » o « mafalda », od altro pane morbido e soffice) con la milza e i ciccioli, e coprire con l'altro mezzo panino. Questa è la versione schetta, cioè celibe, che in senso figurato significa « priva di qualcosa ».
Per avere la versione maritata, cioè completa e più ricca, si spalma sui mezzi panini della ricotta fresca, si imbottisce con la milza ed i ciccioli, e si completa con fettine sottili di caciocavallo.