pane di sant'Agata
pane buffetto
pane a croce
pane di natale
panelle di ceci
panelle di farina
panelle di fave
pane rinfornato
pane di santa Lucia
pane di san Calogero
pane di San Nicola
pane speciale
pane con le uova
ciambelle
pane dei Morti
pane di San Biagio
pane di capodanno
pane del Siracusano
pane di San Giuseppe
pani a coppia
pupi di pane
panini integrali
pani diversi
panini imbottiti con milza
frittella di pane azimo
Quando si faceva il pane in casa la farina arrivava macinata, ma integra, dal mulino; sicché era necessaria la burattatura, cioè passarla a diversi setacci. Dalla prima cernita si toglieva la canigghia (crusca) che veniva data ai cavalli od asini, oppure - impastata - ai polli. Da una seconda cernita si ottiene la ranza o granza, un misto di farina grossolana e poglia di frumento: con questa impastata, si facevano dei panini per cani. Ma se alla granza veniva mescolata buona farina (pari peso o volume) si preparavano volutamente alcuni panini integrali, destinati al con¬sumo umano, ancora detti ranza. È questa una voce che abbiamo avuto dallo spagnolo (granza, scoria, crivellatura). Impastare pari peso di farina buona con farina della seconda crivellatura, farla lievitare, e ricavarne delle pagnottelle. Infornare e far cuocere. Spaccarle, appena tolte dal forno, ed ancora caldissime immergerle - dal lato della mollica - in un piatto in cui è stato messo olio, e sale; fare assorbire, spargere abbondante origano e mangiarle ancor calde. Sono fragranti, piacevoli, e soprattutto nutrientissime.