Il calamaro prende questo nome dal latino calamus, penna per scrivere, e dal tardo latino calamarius, umor nero per penna. Tutto ciò deriva dalla caratteristica di avere questo pesce nel suo sacco una vescichetta di nero (che di solito non viene utilizzata in cucina, al contrario di quella della seppia); ha inoltre un'altra vescichetta, un deposito umorale giallognolo, che invece viene utilizzata per certe altre preparazioni alle quali conferisce un aroma di muschio. La sua forma è allungata, con le ali aperte, trasparente; è chiamato calamàru, ed i suoi piccoli calamaricci, o calamaricchi.