I carciofi
carciofi con le acciughe
carciofi ripieni
carciofi al limone
carciofi infornati
carciofi in pastella
carciofi con la salsa di S.Bernardo
carciofi a brodetto
carciofi alla villana
carciofi arrostiti alla brace
carciofi come il cervello
carciofi fritti
carciofi all'agrodolce
carciofi all'agrodolce (2)
sformato di carciofi
I carciofi, abbondanti dalla fine autunno fino a tarda primavera, trovano la migliore accoglienza nei mesi invernali. Non c'è festività, gita campagnola, o festeggiamenti collettivi, che non si preparino i carciofi sulla brace viva di sarmenti. Immancabili nei pranzi di Natale, Capodanno e Carnevale.
Per capire il giusto momento di cottura bisogna aspettare che i carciofi si mettano a carcariàri, cioè a crosciare, a scrosciare, a fare un certo tipico rumore (il termine ci viene dallo spagnolo "carcarear" caratteristico gridare delle galline quando fanno l'uovo).
Accendere 2 grosse fascine di sarmenti, e mentre si attende che si abbassi la fiamma per tramutarsi in brace viva, battere i carciofi su un tavolo
0 su pietra, perché le foglie si allarghino.
In ogni carciofo (privo di peduncolo) si irrora un filo d'olio, si spolvera del sale, e si inserisce un trito di aglio e prezzemolo.
I carciofi vanno messi in piedi sulla brace e lasciati cuocere una ventina
di minuti, fino a quando si sente il tipico sfrigolare, e le foglie interne
si afflosciano. Eliminate le foglie esterne bruciacchiate, si mangiano con
le mani ancora mentre sono caldi.