..in allestimento..
Trovano qui collocazione poche ricette — che utilizzano carni miste, o preparazioni a base di carne — le quali non trovano una precisa collocazione negli altri capitoli.
Approfitto, per chiudere l'argomento carni, ricordare che il siciliano ha sempre disdegnato la carne frollata, che definisce nel suo dialetto con sfincidu. La povera gente ha sempre distinto — nel tempo — quali le parti buone (muddami; cuosti; purpa) che non poteva comprare; da quelle più a buon prezzo (cudigghiuni; làccaru, strifizzii); ma purché in piena frischizza, da acquistare dal macellaio appena le bestie venivano uccise.
Un cenno alla Vucciria di Palermo, quel meraviglioso mercato dove si trova di tutto per alimentarsi. Il termine significò originariamente "luogo dove si macella", ma anche dove si vende carne;- si origina dal latino buceras, bovino; mentre il vucceri, il venditore di carni, non è che un francesismo da boucher (beccaio).