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Un tempo si conservavano i prodotti dolci nella burnia, una vaso di terra invetriato {prende il nome dal latino hirnea, e poi dallo spagnolo albornia), od in altri recipienti di terraglia vetrosa, od infine in cassettine di legno. E questi contenitori venivano chiusi in un armadio, ben lontani dalle mani dei bambini. Nei giorni di festa la cassettina, o la burnia, venivano aperte a tavola, e subito si sprigionava un forte aroma di vaniglia, e can­ nella, e citronella, un profumo di biscotto fragrante di farina ed Mova; una timiana di buone cose di famiglia.

Oggi non esìste più la scatola dei dolciumi appetita e desiderata; anzi bisogna invitarli, spingerli i ragazzini a mangiare marmellate, biscotti, dolciumi vari, che regolarmente rifiutano.

Non sono le migliorate condizioni economiche - credetemi - o la maggiore disponibilità ad avere invertito il problema: ma è mutato tutto il costume di vita, il senso della casa, e con questi anche il profumo di quelle buone cose di famiglia, appunto.

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