..in allestimento..
Quest'albero, di antichissima origine, è noto ovunque per i suoi gustosissimi e dolci frutti.
I siciliani li apprezzano moltissimo e ne fanno grande uso sia come
frutta fresca che secca.
Esiste una enorme varietà di fichi, e ad ognuna viene dato un nome per individuarla: così la bianculidda (biancolino); bifara {ottata); bur-gisotta (fico nero che matura a fine settembre; brogiotto); catalanisca [catalano); ficazzana {ottata nera); ficu d'agustu {verdino); ficu sangiu-vannaru {che matura a fine giugno); ottata {ottata generica). Vediamo ora qualche curiosità.
II fico è l'unico albero che non fiorisce, ed i suoi frutti non hanno
profumo perché — secondo la leggenda —' vi si impiccò Giuda. Due
altre leggende, stavolta contrastanti, vogliono l'una che il dormir sotto
il fico porti fortuna; l'altra invece che comparirà in sogno una cattiva
strega con un coltello in mano, e chiederà al dormiente come vuole af-
ferrarlo: se risponderà per la lama, sarà la sua fine; se dirà per il ma
nico ne riceverà gran fortuna. Sotto un albero di fichi è facile trovare
un tesoro. Sognare fichi secchi indica una prigionia imminente. Chi è
colpito da febbre quartana deve incidere sul tronco di fico a frutti neri
due segni di croce, e recitare il versetto: ficu murincianu / iu haiu la
quartana / a mia va via / ora acchiana attia: ed ecco che la quartana
andrà via, ed il male si trasmetterà al fico che in breve tempo morirà.
Nell'Antica Atene i farmacisti del tempo portavano al collo collane di
fichi secchi, perché ritenuti dotati di virtù purificatrici. Un fico secco,
portato in tasca, preserva dalle emorroidi. La Scuola Salernitana indica
il frutto adatto per spingere a Venere. Era infatti ritenuto, nella antica
simbologia, la rappresentazione del sesso femminile. Frutto "femmina"
per eccellenza, è considerato tale al punto che in ogni dialetto si indica
col suo nome la parte intima della donna. Nei vari secoli — non per
nulla — fu ritenuto un rimedio eccellente contro l'impotenza maschile
e la frigidità femminile.
Un detto siciliano vuole che le qualià di un fico siano: mòro, lacrimùsu, divótu e pillirinu: moro, cioè scuro; lacrimoso, perché stillante miele, quindi perfettamente maturo; devoto, perché deve avere il "collo storto" (il picchio), come i bacchettoni, falsi devoti, che piegano il collo ostentatamente; pellegrino, infine, perché deve avere la pelle esterna leggermente grinzosa, logora, come la veste del pellegrino, segno di giusta maturazione.
Con i fichi (oltre al consumo fresco), si ottengono marmellate, in molti paesi vengono seccati ; rientrano infine in molte preparazioni dolci quali ingredienti. Hanno notorietà i fichi di Barcellona, Caltabellotta, Militello Rosmarino, Partanna.