..in allestimento..
Le more crescono selvatiche in Sicilia ai bordi delle strade di campagna; i ruvetta, come sono chiamate queste piante cespugliose e spinose, sono spesso e v'olutamente piantati dai proprietari di terreni come siepi, o di
visori limitrofi; ciò per evitare che animali o persone possano entrare nella proprietà altrui.
Sembra che questa pianta fiorisca due volte l'anno, ed il popolo spiega questo fatto con una leggenda. Un papa, recatosi a Vantelleria, ricevette in offerta dell'uva passa. Essendogli molto piaciuta, ma sconoscendola, chiese cosa fosse. 'More di rovo", gli risposero (non si capisce il perché della bugia), ed il papa disse: "Che il moro possa fruttificare due volte l'anno".
Mora ed amore sono simili nel suono, specie nel dialetto, consentendo così frasi, rime, canti, a doppio senso. Si ritiene che mangiandone molte diano il capo giro. Il loro succo spalmato sui paterecci, li porta subito a maturazione.
Le more sono frutti deliziosi, più aciduli se non del tutto maturi, e sempre più dolci man mano che maturano facendosi quasi neri. Vengono mangiate senza alcun condimento o manipolazione, ma solo lavate, e qualche volta zuccherate. Esiste peraltro una ottima gelatina di more.