II frutto del noto albero si presenta — immaturo — come una drupa ovoidale di color verde, vellutata, con pericarpo sottile, nocciolo oblungo, contenente uno o due semi (mandorle) dolci o amari secondo la specie. I semi, una volta maturi, sono rivestiti da una pellicina ruvida di color bruno.
Dalle mandorle si ricava industrialmente un olio impiegato in profumeria, saponeria, in aggiunta ad emollienti e medicinali diversi. La mandorla amara contiene un'alta quantità di acido prussico: una forte ingestione di esse procura sintomi di avvelenamento.
La simbologia della mandorla ha da sempre rappresentata l'origine della vita, ed in quasi tutte le religioni. Se poi la mandorla è "doppia" la si appenda con un nastro rosso dietro l'uscio contro ogni malocchio.
La mandorla dolce ha un suo caratteristico sapore ed aroma che riesce a trasmettere ad alcuni cibi, salati, rendendoli più delicati ed ingentilendoli: così avviene per alcune salse e per la preparazione di alcuni piatti di carne e di pesce. L'uso più generalizzato delle mandorle è quello di ricavarne il latte (impiegato in moltissime ricette, e che oggi si trova in commercio, zuccherato, sotto il nome di orzata); pasta di mandorle; biscotti tipici, torroni, torte, gelati, confetture; da non dimenticare i classici confetti dove la mandorla costituisce « l'anima ». Le mandorle amare, in piccole quantità, vengono utilizzate mescolandole alle dolci. Il loro impiego migliorerà il tono generale di alcune ricette: così gli amaretti, tipici biscotti italiani; le marmellate dolci; piatti di pollame ed arrosti ovini.
In Sicilia abbiamo un larghissimo impiego delle mandorle che sono utilizzate in salse, quali ingredienti in sughi ed intingoli, per certe bevande e numerosissimi dolci e preparazioni di pasticceria.