..in allestimento..
Nel dialetto i ceci sono chiamati ciciri (al singolare cìciru). 1 ceci non sono mai stati un piatto per mense ricche, semmai il contrario. Un legume, il cece, umile e modesto, che però ci accompagna da secoli. Orazio diceva a proposito di un tale: « Egli non fu avaro di ceci messi in serbo, né di avena lunga ». Forse perché — come asserisce il Pisa-netti — « gli antichi ponevano questo frutto per segno della incorruttibilità perciocché egli non è mai toccato da nessun animale ». Curiosissime le ricette nazionali, i nomi e le preparazioni che utilizzano i ceci (freschi o secchi) in minestra o zuppa; bolliti e ridotti a purea; sotto forma di farina. Se ne fa uso in tutto il bacino del Mediterraneo. In Italia i ceci sono in genere un piatto tradizionale del giorno dedicato ai Defunti, in netta concorrenza con le fave; ma in ogni famiglia si mangiano in media non pia di tre volte all'anno.
I ceci, in Sicilia, hanno un posto nella storia dell'isola. Durante i moti del 1282 contro gli Angioini, che vanno sotto il nome di Vespri, non fu sempre possibile conoscere gli oppressori che si nascondevano tra la folla in abiti borghesi. Perciò i sospettati venivano invitati a ripetere la parola riciri (cioè ceci), che i francesi non sapevano pronunciare se non coi suoni di chichiri o sìsiri. E così i ceci, se non pronunziati in maniera perfetta, suonarono per molti condanna a morte.