.seppie
Le seppie, al mercato, non si presentano certamente di bell'aspetto: un poco per la loro naturale e mostruosa forma, e poi perché quasi sempre imbrattati del loro tipico nero; ma sotto queste mentite spoglie nascon dono una piacevole sapidità, tanto più marcata quanto più fresche sono. Hanno la caratteristica di avere uno scheletro osseo (il cosidetto óssu di sìccia, che tanto piace ai canarini per affilarsi il becco), ed un sacchetto umorale che nei tempi andati serviva per la preparazione di un colore che prendeva appunto il nome di "color seppia". Questo sacchetto è oggi utilizzato in cucina per dare ancor più sapore, con aroma di muschiato, a certe preparazioni. In dialetto è chiamata siccia, o prùppu-siccia. Esiste peraltro una varietà di seppie piccole per loro natura (a volte confuse con ì neonati delle vere seppie), le "seppiole", che non superano i 4- 5 cm . di lunghezza; queste vengono chiamate in siciliano beccaficu, malnascùi, spónce curriénti, siccitéddi, siccitéddi di nunnàta, infine capputtédda. L'osso di seppia fu una delle materia prime impiegate dalle fattucchiere per la preparazione di filtri amorosi, e per certe pratiche sanitarie. Una "ricetta" vuole che si riduca in polvere un osso, e se ne facciano tre porzioni: perché una donna diventi sterile dovrà ingoiarne una porzione a digiuno, per tre giorni di seguito.