Questo pesce dalla particolare forma a siluro, verde-azzurro brillante sul dorso, grassottello, ha meritato fama fin dall'antichità. L'antico gastronomo siracusano Archestrato, nato nel 320 a . C, ci ha lasciati pochi frammenti del suo poema sulla tavola ed i cibi di allora, scritto in versi, e che il tempo distrusse. Ma un brano, tra i più inte ressanti, riguarda appunto lo sgombro, che qui riporto - integralmente - perché ancora valido a distanza di 2000 e più anni. Lo sgombro nel dialetto assume diversi nomi quali scùrmu e strùmmu (messinese); stùmmulu e stùmmu (nel catanese); scùmmru e sgùmmru un po' ovunque; ma presso i marinai è anche detto sbìrru e oracolo, non si sa perché. A volte lo si ritrova infine col nome di alaccia, creando così confusione con le alose. È ottimo nei mesi di febbraio, aprile, luglio ed agosto.
I consigli del Bottegaio
Ricordo sin da bambino il sapore dello sgombro sott'olio. In ogni posto di mare dell'isola si trovano preparazioni artigianali di sgombro in scatola.
Filetti di Sgombro, origano, peperoncino