Si hanno poi le miezzi-trigghi (mezze triglie) così chiamate perché ancora piccole non superando ì 10 centimetri ; la trigghiòla o sparacanàci (trigliola), piccolissime triglie lunghe da 1 a 5 centimetri , richiestissime oltre che per il loro sapore anche perché non richiedono pulizia, e vengono mangiate intere, testa compresa. Si ha infine la nonnata di triglie, chiamata russuliddu (rossetti), pregiatissima e rara.. A proposito della parola sparacanàci, che non ha fatto dormire uno studioso circa la etimologia, dirò che l'esatta parola è sparacalàci, un pesce degli Attinoterrigi, che nulla ha a che fare con la triglia, ma che in alcune località siciliane è però sinonimo regionale di triglia. La triglia non va sventrata (beninteso se è freschissima), ma cucinata intera; non ha fiele nel suo fegato ed è quindi completamente commestibile. Va solo squamata, a meno che debba essere arrostita sulla brace, ed in questo caso non si squama.