La voce dialettale buffétta, che sta ad indicare la credenza di cucina o della sala da pranzo (oggi anche tavola da rinfreschi, od ancora posto di ristoro), è un francesismo. Ma pochi sanno che lo si deve ad un certo Pietro Buffet, cuoco di Francesco I re di Francia, e che seguiva in tutte le sue venute in Italia. Qui però egli si fermò, e passò al servizio del vescovo Ghiberti di Verona, specializzandosi nel preparare ricevimenti e rinfreschi: essi erano tanto sapientemente apparecchiati che presero il termine buffet dal suo ideatore. Questo messer Pietro Buffet definiva la Quaresima, che odiava, quel quotidiano periodo che ogni dì bisogna frigger pesci, cuocer minestre, e bollir spinaci. Per chi amava la carne certo la Quaresima — un tempo rispettata rigorosamente — doveva essere un periodo di astinenza e sofferenza. Ma come non apprezzare, pesci, minestre, e soprattutto gli spinaci, e le infinite verdure ed ortaggi e legumi di cui si dispone? Ecco qui una sfilza di ricette a base di verdure, che basteranno non solo per superare la Quaresima, ma un anno intero; e sempre l'un l'altra diverse; e che spesso, per loro bontà, non ci fanno rimpiangere la carne, he verdure ed i legumi hanno soverchiato tutti gli altri alimenti in percentuale, nella dieta dei siciliani. Ma da secoli non sono stati soltanto un riempitivo dello stomaco vuoto, perché in tutte le cucine — popolane e ricche — hanno saputo rivestire un loro ruolo, per precisa caratterizzazione di sapidità e gusto. Una frittata di fave verdi e piselli; una parmigiana di melanzane; uno sformato di carciofi; un piatto di lenticchie di ceci, di fagioli, di fave; le innumerevoli e stagionali verdure selvatiche; sono stati mangiati, desiderati, cucinati in ogni casa di ogni ceto, ed in ogni tempo, sempre graditi ed appetiti. Ciò non toglie che la carne, ed il pesce, più costosi, siano stati appannaggio degli abbienti, e così nacquero maliziose, a volte amare battute sull'argomento. Si dirà infatti ca la mégghiu virdùra è la sasìzza; si ripeterà che lattùca crura, acqua di puzzu e fìmmina nùra pòrtanu l'òmu a la sipurtùra. Ed infine il volgare, ma efficace cu mància vurrànii (borragini) caca lìsciu, un detto che nasce, probabilmente, per magra consolazione.